Social compliance audit nel settore alimentare: l’evoluzione dei requisiti di conformità etica
L’evoluzione dei requisiti di conformità etica nella food supply chain
Questo è il primo di una serie di articoli dedicati all’analisi dei requisiti emergenti relativi ai Social Compliance Audit e alle più ampie aspettative di ethical compliance all’interno della food supply chain.
L’evoluzione dei Social Compliance Audit nelle supply chain globali del settore alimentare
Negli ultimi venticinque anni, i Social Compliance Audit sono diventati una pratica consolidata negli stabilimenti produttivi lungo la supply chain globale. In particolare, i principali retailer di beni di largo consumo hanno adottato un risk‑based approach alla social compliance e al responsible sourcing.
Storicamente, l’attenzione si è concentrata sui siti produttivi ad alta intensità di manodopera, dove i rischi legati agli standard lavorativi e al rispetto dei diritti umani erano considerati più elevati.
Sebbene esistesse già in passato una certa attenzione alle criticità di conformità in ambito agricolo, negli ultimi due anni anche a seguito di casi di forte esposizione mediatica, l’ambito di applicazione di molti programmi aziendali di social compliance si è ampliato.
Tali programmi includono oggi in modo esplicito anche gli impianti produttivi della food supply chain, in particolare negli Stati Uniti.
Di conseguenza, le operazioni produttive alimentari basate negli USA sono oggi sottoposte a Social Compliance Audit come parte integrante dei requisiti etici imposti dai retailer. Ottenere un esito soddisfacente dell’audit è diventato un requisito essenziale per poter avviare o mantenere relazioni commerciali con molti dei principali retailer statunitensi.
Questa estensione dei programmi si aggiunge al coinvolgimento storico di specifici segmenti della filiera, come i centri di confezionamento agricoli, e riflette l’aumento delle aspettative in materia di supply chain transparency e di rispetto rigoroso degli standard lavorativi.
Che cos’è un Social Compliance Audit
In termini semplici, un Social Compliance Audit è una valutazione indipendente finalizzata a verificare che un’organizzazione tratti i propri lavoratori in modo equo, sicuro e conforme alla normativa applicabile.
In modo più approfondito, il Social Compliance Audit analizza i processi aziendali per accertare il rispetto di requisiti stringenti relativi alle condizioni di lavoro, ai diritti umani e alle pratiche etiche.
Le principali aree di valutazione includono:
- lavoro minorile
- lavoro forzato
- molestie e abusi
- discriminazione
- libertà di associazione e contrattazione collettiva
- retribuzioni e benefit
- orari di lavoro
- salute e sicurezza
- ambiente
- subappalto
I requisiti specifici sono generalmente definiti all’interno di un Code of Conduct aziendale o di standard condivisi tra più organizzazioni. In ogni caso, la base normativa resta fondata sulla legislazione locale applicabile e sulle convenzioni internazionali.
I principali programmi di Social Audit nel settore alimentare
Nel settore alimentare esistono diversi programmi collaborativi di Social Audit riconosciuti dai retailer, in modo analogo agli standard GFSI per la sicurezza alimentare.
Questi programmi applicano standard comuni, protocolli di audit armonizzati e piattaforme condivise per la gestione dei risultati e delle azioni correttive, con l’obiettivo di ridurre la duplicazione degli audit lungo la filiera.
I due programmi maggiormente diffusi e accettati sono:
- Business Social Compliance Initiative (BSCI)
- Supplier Ethical Data Exchange (SEDEX)
Entrambi i programmi sono gestiti da organizzazioni associative e si basano sulle convenzioni dell’International Labour Organization (ILO).
Sebbene non rilascino una certificazione formale, BSCI e SEDEX mettono a disposizione protocolli di audit e report standardizzati a supporto delle decisioni aziendali.
Nel caso della BSCI, il protocollo è comunemente indicato come BSCI Audit ed è utilizzato a livello globale in diversi settori industriali.
Il protocollo SEDEX, denominato SEDEX Member Ethical Trade Audit (SMETA), è applicato in numerosi settori della supply chain a livello internazionale.
Entrambi i protocolli consentono di identificare le non conformità rispetto agli standard definiti e di supportare processi strutturati di continuous improvement.
Come viene condotto un Social Compliance Audit
Il Social Compliance Audit viene svolto secondo un protocollo che prevede il coinvolgimento del management, osservazioni in loco, l’analisi delle politiche aziendali, dei registri presenza del personale, dei contratti nonché interviste confidenziali ai lavoratori.
Le eventuali non conformità vengono documentate nell’audit report, utilizzato come strumento di supporto alle attività di valutazione del rischio.
Generalmente, al sito auditato viene data la possibilità di implementare azioni correttive nell’ambito del miglioramento continuo, attraverso la definizione e l’attuazione di un Corrective Action Plan (CAP). Le tempistiche di attuazione dipendono dalla gravità e dalla complessità delle non conformità riscontrate.
È prassi che tutte le non conformità vengano chiuse mediante evidenze adeguate e documentate, caricate sulla piattaforma del programma (ad es. SEDEX), e che la loro adeguatezza venga verificata dal provider del servizio di audit (ad es. Eurofins).
Gli Audit vengono condotti su base ciclica. In genere, il ciclo varia da uno a due anni, in funzione del livello di rischio, dei risultati precedenti, della performance complessiva del fornitore e del numero di non conformità rilevate.
L’importanza crescente dei Social Compliance Audit nel settore alimentare
Per produttori e supplier del settore alimentare, sia a livello locale sia internazionale, comprendere i requisiti di social compliance richiesti dai retailer e prepararsi in modo proattivo agli audit è sempre più essenziale per garantire l’accesso ai mercati.
I prossimi articoli della serie approfondiranno:
- come prepararsi a un Social Compliance Audit
- come interpretare i risultati e leggere un audit report
- le non conformità più comuni riscontrate durante gli audit
- le attività successive a un Social Compliance Audit
- le principali sfide future per i produttori alimentari in ambito di social compliance
Con l’evoluzione delle aspettative dei retailer, le organizzazioni che integrano processi strutturati di Social Audit nelle proprie operazioni saranno meglio posizionate per dimostrare ethical compliance, rafforzare la supply chain transparency e garantire un accesso stabile e duraturo al mercato.
Per ulteriori informazioni, consulta i servizi di Social Compliance Audit di Eurofins oppure contattaci per supportare la tua azienda nella preparazione e nell’allineamento dei programmi di Corporate Social Responsibility (CSR).